True peak e clipping digitale: come evitarli nel master · CEO, D. Gira

True peak e clipping digitale: come evitarli nel master

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Il tuo DAW dice che il picco massimo è -0,1 dBFS. Nessuna spia rossa. Poi carichi il brano su una piattaforma e in certi passaggi si sente una leggera distorsione. Il colpevole ha un nome: true peak.

Picco campione e true peak

Un file digitale è una sequenza di campioni. Il picco campione è il valore più alto fra quei campioni. Ma il segnale analogico che verrà ricostruito passa anche tra un campione e l'altro, e lì può salire oltre il valore dei due campioni vicini.

Il true peak stima proprio quel valore: si ottiene sovracampionando il segnale (per esempio a 4 volte la frequenza originale) e cercando il picco sulla forma d'onda ricostruita. Può essere qualche decimo di dB più alto del picco campione, e superare lo zero.

Perché conta quando pubblichi

Le piattaforme convertono il tuo file in formati compressi (MP3, AAC, Ogg). La conversione cambia leggermente la forma d'onda: un true peak già vicino a 0 dBTP finisce sopra lo zero e distorce, anche se nel file originale non si sentiva niente.

La regola pratica più diffusa: tenere il true peak a -1 dBTP o meno, e ancora più in basso se il master è molto forte.

Clipping digitale: il segno che qualcosa ha tagliato

Il clipping è diverso: sono campioni incollati al fondo scala, uno dopo l'altro. Un singolo campione al massimo può capitare; tre o più di fila sono il segno che un limiter, un plugin o una conversione ha tagliato l'onda invece di abbassarla.

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